LA MAPPA NON E' IL TERRITORIO

In uno degli ultimi corsi che ho tenuto, un mio corsista particolarmente pragmatico, mi ha posto il seguente quesito: ”Qual è il principio più importante per comunicare efficacemente?”

A mio parere il principio portante per comunicare efficacemente con gli altri e con se stessi è il seguente:

LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO!!!

Questa frase di Korbyzhcy che può apparire di semplice comprensione a livello logico, è spesso il principio meno rispettato nella comunicazione.

Per fare qualche esempio pratico, ogni qualvolta ci arrabbiamo con qualcuno perché ha un parere diverso dal nostro, ogni volta che non comprendiamo il suo punto di vista, tutte le volte che pensiamo che il nostro interlocutore non capisce nulla, dimostriamo di non aver compreso (preso con noi) questo fondamentale principio. Cerchiamo prima di tutto di chiarire cosa significa “la mappa non è il territorio”.

Un’ottima e sintetica spiegazione di questo principio ci è fornita da G.Bateson:“Non conosciamo le cose in se stesse ma solo le nostre idee su di esse”

Come si dice nel film Matrix, questo principio ci spiega che ciò che i nostri occhi osservano, ciò che le nostre orecchie sentono e i nostri sensi provano, non è la realtà oggettiva ma semplicemente la nostra personale interpretazione di essa.

Come facciamo dunque a interpretare la realtà? Chiaramente attraverso la nostra mappa della realtà. La mappa semplifica la realtà stessa e la rappresenta aiutandoci a muoverci nel mondo in modo più agevole e rapido.

Supponiamo che tu risieda a Milano e debba andare in auto a Napoli ma che non conosca la strada. Cosa fai allora? Probabilmente consulterai uno stradario oppure imposterai il navigatore satellitare. Entrambi gli strumenti ti aiuteranno a giungere a destinazione senza perderti. Entrambi gli strumenti non costituiscono la realtà in modo completo, ma la semplificano eliminando una miriade di dettagli: in queste mappe non troverai le case, le persone ed i paesaggi, per esempio.

Come ci formiamo la nostra mappa del territorio? Ogni nuova esperienza va ad arricchire la nostra mappa. Le persone che conosciamo e le loro opinioni, le materie che studiamo a scuola, la televisione e ogni altra informazione con cui veniamo in contatto vanno a modificare, espandere o restringere la nostra mappa.

Supponiamo che un bambino di cinque anni non sia mai andato al mare. Avrà comunque nella sua mappa della realtà alcune informazioni riguardo a questo luogo? Certamente si. Magari ne avrà sentito parlare dai suoi compagni di asilo, dai genitori o dalla televisione. E cosa succederà quando il bambino si troverà di fronte all’esperienza reale magari davanti al mare delle Maldive? Probabilmente rimarrà molto stupito e incuriosito: non ne aveva mai sentito il profumo, né aveva avuto la sensazione di camminare sulla spiaggia soffice e calda. Magari avrà avuto modo di vedere una miriade di pesci coloratissimi. La sua mappa a questo punto risulterà arricchita e sarà più completa di prima. Da quel momento in poi quando penserà al mare si riferirà alla sua esperienza. Se qualcuno gli proponesse di andare al mare a Rimini, si aspetterebbe di trovarsi davanti ad una meravigliosa acqua cristallina e di incontrare pesci coloratissimi. Immaginate la sua delusione nello scoprire che invece, l’acqua in quel mare è tutt’altro che limpida e che di pesci colorati non se ne trova traccia? A cosa sarà dovuta questa delusione? Al confronto con i dati che erano nella sua mappa.

Proprio come succede a quel bambino, anche noi traiamo il significato delle nostre esperienze in base alle informazioni già disponibili nella mappa. Così avremo nella nostra mappa delle caratteristiche che ci diranno quando una cosa è piacevole o meno, quando siamo in compagnia di una persona gentile o sgarbata. In base alla nostra mappa decidiamo quando essere felici o quando tristi etc. etc.

Allo stesso modo potresti trovarti a discutere con un amico riguardo a un determinato argomento e essere in totale disaccordo con lui. A quel punto potresti essere tentato di pensare: “Ho ragione io”. Sappi allora che anche l’altro penserà la stessa cosa. Ma in definitiva chi avrà ragione tra voi due? Probabilmente entrambe a seconda delle rispettive mappe che avete a disposizione.

Nessuno va in giro ad affermare cose deliberatamente sciocche e senza fondamento. La consapevolezza che l’altro ha un suo modo di vedere la realtà e che dal suo punto di vista ciò che affermerà nella discussione è corretta, è la prima chiave per una comunicazione efficace. Ricordare costantemente il principio LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO, ci serve a non cadere nella trappola dei facili giudizi e delle critiche nei confronti degli altri, ci serve a essere più aperti e maggiormente comprensivi e ci serve per raggiungere il risultato che ci siamo prefissi nel comunicare con lui. Approfondiamo quest’ultimo aspetto. Solo quando saremo riusciti a decodificare la mappa del nostro interlocutore potremo ottenere il massimo dei risultati dalla nostra comunicazione. Ti stai chiedendo come si possa effettuare questa decodifica?

Esercizio: proviamo ora a trasformare questo fondamentale concetto della comunicazione, in un vantaggio pratico per te e per le persone che ti circondano.

Da ora in poi un importante esercizio di ascolto attivo che ti invito a fare è di considerare che qualsiasi opinione tu senta esprimere dagli altri, è sempre corretta in base alla mappa che hanno della realtà. Evita di cadere nella trappola di scontrarti con loro e cerca invece di capire come si è formata la mappa di quella persona.

 

PER APPROFONDIRE:

Libro: “Comunicare in situazioni difficili con la Pnl” di Rocco Americo edito da Franco Angeli. 

 ACQUISTALO SU MACROLIBRARSI ACQUISTALO SU GIARDINO DEI LIBRI