CHE INTENZIONI HAI?

L’ ORIENTAMENTO DEL CORPO RIVELA LE INTENZIONI RELAZIONALI.

Un segnale importante delle intenzioni relazionali degli altri è dato dall’orientamento del corpo.  Molti studi hanno evidenziato che nella maggior parte delle comunicazioni conflittuali, l’orientamento è di tipo frontale, mentre in quelli di tipo amichevole tende ad essere di fianco.

E’ importante predisporsi di fianco all’interlocutore in tutti quei casi in cui si teme il possibile esplodere di un conflitto.

L’orientamento del corpo delle persone fornisce un’indicazione fondamentale sulla direzione che metaforicamente o fisicamente vorrebbero seguire. Se ad esempio conversando con qualcuno vi accorgete che questi anziché essere orientato verso di voi, a un certo punto si gira o sposta i piedi in direzione della porta allora significa che vuole terminare il dialogo ed andarsene.

Se osservate due persone che stanno parlando e con i piedi formano una specie di triangolo, vuol dire che sono aperte alla possibilità di accogliere nella conversazione un’altra persona. Mentre se vi avvicinate a un gruppo che è già formato, potrete facilmente capire se siete ben accetti guardando come si orientano i loro corpi.

Se essi girano solo la testa verso di voi restando nella stessa posizione, è probabile che la vostra intrusione non sia del tutto gradita, mentre se orientano anche i piedi nella vostra direzione come a formare un triangolo o un cerchio allora siete ben accetti in quel gruppo. Così se in un gruppo qualcuno ha i suoi piedi puntati verso di noi è possibile che provi per noi un certo interesse.

Quando un discorso o una persona attira la nostra attenzione ma l’interazione con qualcun altro ci inibisce nel girarci in direzione dello stimolo, possiamo ritrovarci ad  orientare una parte del corpo improvvisamente in una direzione diversa dal resto (testa, gambe, bacino o tronco).

SEDUTI ATTORNO AL TAVOLO.

La posizione di fronte stimola una certa competitività mentre quella di lato maggior collaborazione. E’ stato osservato che solitamente il miglior alleato è quello che sta alla vostra destra, mentre meno collaborativo potrebbe essere chi si siede alla vostra sinistra.

LA GERARCHIA ATTORNO AL TAVOLO.

Per quanto riguarda il posto occupato attorno a tavoli quadrati, rettangolare o rotondi che siano, la gerarchia rispetta generalmente alcuni criteri.  Il capotavola è la persona più importante del gruppo seguito dal vicino che si trova alla sua destra e poi da quello alla sua sinistra e man mano l’importanza decresce fino ad arrivare a chi sta di fronte al capo che è l’antagonista.

DISTANZE DIETRO LA SCRIVANIA.

Appoggiandoci allo schienale aumentiamo il senso di distacco nei confronti dell’interlocutore. Avvicinando il busto al bordo della scrivania si rivela il desiderio di avvicinarsi alla persona che abbiamo di fronte oppure l’interesse verso qualcosa che ha detto o fatto chi ci sta di fronte. Portare il busto oltre il margine della scrivania e gesticolarvi sopra serve a creare ancora più contatto e apertura fra noi e l’altro.

LA GESTIONE DELLO SPAZIO AL RISTORANTE O AL BAR.

Chi mette il suo bicchiere o la sua tazza sull’angolo del tavolino ha probabilmente limitate pretese territoriali,  può essere timida o rinunziataria. Al contrario, chi dispone i suoi oggetti un po’ ovunque sulla superficie del tavolino, è un soggetto che si prende dello spazio in tutti i settori, sarà probabilmente un invadente, con tendenza a prevaricare, un individuo che non lascia molto spazio all’altro. Sempre attraverso gli oggetti potremo scoprire se siamo graditi all’altro o meno. Se questi tende a mettere i suoi oggetti nel nostro spazio e accetta che i nostri stiano nel suo, probabilmente gli siamo graditi.

 

PER APPROFONDIRE:

Libro: "Relazioni vincenti con il nuovo linguaggio del corpo" di Rocco Americo e Rosario Alfano edito da Punto D'Incontro.

 

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