DIMMI CHE FACCIA HAI E TI DIRO' CHI SEI!!

MORFOPSICOLOGIA:  COME COMPRENDERE LA PERSONALITÀ DALLO STUDIO DEL VOLTO

Sono infiniti gli elementi del volto da osservare, analizzare e valutare contemporaneamente al fine di poter effettuare una corretta analisi morfopsicologica. Ogni elemento che la morfopsicologia prende in considerazione significa qualcosa solo se messo in relazione con tutti gli altri elementi. Gli elementi presi in considerazione nell’effettuare l’analisi sono essenzialmente tre: la struttura ossea (quadro), la qualità e quantità della carne presente sul volto (modellato) e i recettori (occhi, naso e bocca). 

La dimensione, la forma e la qualità di tali elementi cambiano un po’ ogni giorno e sono in continua evoluzione. La pelle presente sul volto è in grado di adattarsi repentinamente ai cambiamenti ambientali. E’ sufficiente provare un leggero senso di vergogna per arrossire o non dormire una notte per perdere un po’ di tono. La qualità e la quantità della carne che abbiamo sul viso non varia invece così repentinamente ma reagisce alle sollecitazioni dell’ambiente in un periodo più lungo (cinque o sei mesi). Ancora  più lentamente varia la struttura ossea. Per osservare significative variazioni occorrono (salvo condizioni particolari) almeno due o tre anni. 

Proprio per questa differente velocità di adattamento dei diversi elementi del volto agli stimoli esterni, essi sono in grado di raccontare al morfopsicologo differenti tratti della personalità. 

La pelle comunica lo stato d’animo estemporaneo di colui che stiamo osservando, le sue qualità dipendono essenzialmente dalle condizioni ambientali del momento e dallo stato emotivo del soggetto.

La carne invece, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è direttamente collegata al peso della persona. Spesso infatti, persone che stanno ingrassando a livello generale si affinano nel volto. La carne presente sul volto varia in relazione alla percezione che il soggetto ha dell’ambiente e per il morfopsicologo la qualità della carne presente sul viso indica come la persona si comporta per rispondere alle esigenze ambientali.

Il quadro formato appunto dalle ossa (che si modificano con maggior lentezza), svela indicazioni interessantissime per quanto riguarda il passato della persona, le sue potenzialità e le sue spinte interiori. Ci racconta dove andrebbe la persona se non avesse vincoli.

Discorso diverso vale per i recettori che sono gli organi deputati allo scambio di informazioni con il mondo esterno e proprio per questo rivelano la quantità e qualità delle informazioni che la persona scambia con  il suo ambiente.

Nell’effettuare l’analisi si dovrà allora tenere in considerazione la relazione che intercorre tra le potenzialità della persona, il suo comportamento effettivo e il suo modo di scambiare informazioni con l’ambiente.

 

PER APPROFONDIRE:

Libro: “Relazioni vincenti con il nuovo linguaggio del corpo” di Rocco Americo e Rosario Alfano edito da Punto D’Incontro. 

ACQUISTALO SU MACROLIBRARSI           ACQUISTALO SU IL GIARDINO DEI LIBRI